Il 40° anniversario della Diga di Senise dalla “Presa del Tappo”
Era l’alba del 6 marzo 1984. In quella mattina di fine inverno, un allarme lanciato dal sindacalista Raffaele Soave interruppe la tranquillità di Senise.

Oltre un decennio di fermento sociale, politico e sindacale culminò in quell’ennesimo scatto d’orgoglio della comunità che, negli anni Settanta, aveva ceduto le sue terre migliori per la costruzione del grande invaso artificiale di Monte Cotugno, ancora oggi la diga più grande d’Europa in terra battuta.
La comunità, quella mattina, imboccò la Statale e, assieme al sindaco Pietro Policicchio, si diresse verso il cantiere. All’uscita della galleria, lo sguardo di tutti si volse verso il braccio della gru che manteneva in alto il tappo, all’altezza del tubo della diga: la grande calotta di ferro avrebbe sancito l’inizio ufficiale dell’invasamento. Policicchio, con determinazione, emanò un’ordinanza, scritta su un foglietto bianco trovato quasi per caso, per la sospensione del montaggio del fondello di ferro e la rimozione dello stesso.
Alle 8:30, i manifestanti caricarono il Tappo e lo portarono a Senise, dove restò in presidio in piazza Vittorio Emanuele per tre mesi.
Il 6 marzo 2024 sono stati esattamente 40 anni da quella storica protesta.
Per l’occasione, l’associazione A.S.S.A. (Associazione per lo Sviluppo Storico e Ambientale), con il contributo della Fondazione Matera Basilicata 2019 e la partecipazione delle associazioni Italia Nostra APS sezione Senisese, Pro Loco di Senise APS, della testata giornalistica lasiritide.it e dell’Istituto scolastico “Leonardo Sinisgalli” di Senise, ha messo in piedi una serie di iniziative che hanno attraversato tutto il mese di marzo.
Le iniziative, di varia natura (convegni, visite guidate dedicate soprattutto agli studenti, documentari, mostre fotografiche, spettacoli teatrali e concerti), avevano un duplice obiettivo: narrare Monte Cotugno raccontandone la storia e promuovere un confronto per rilanciare i grandi temi, sempre attuali, che portarono i cittadini del Senisese nelle piazze in quelle memorabili stagioni.
«Siamo orgogliosi di aver confezionato un programma che racconti la storia di Monte Cotugno toccando tanti temi ad essa collegati e utilizzando tanti linguaggi, dal documentario al teatro, dalla fotografia alla convegnistica», ha spiegato il presidente dell’A.S.S.A., Egidio Diego Falcone. «Ringrazio la Fondazione Matera Basilicata 2019 e tutti i partner che hanno lavorato da diversi mesi per questo progetto di narrazione a metà tra memoria e futuro».
Le iniziative sono partite il 6 marzo con il ricordo della “Presa del Tappo” e l’inaugurazione della mostra fotografica, che è rimasta aperta per l’intera durata del calendario di eventi.
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Venerdì 8 marzo si è svolto un convegno dedicato alla storia e al futuro del territorio legato a Monte Cotugno.
Il 9 marzo è stato proiettato il documentario “La terra dell’orgoglio”, che ha raccontato Monte Cotugno attraverso le voci di chi lavorò nei cantieri della Lodigiani e nell’indotto.
Il 10 marzo è stato a Senise il prof. Mario Tozzi, primo ricercatore CNR e divulgatore scientifico.
Il 16 marzo si è tenuto l’incontro sul tema “Sport e Ambiente a Monte Cotugno”.
Il 23 e il 24 marzo è andato in scena lo spettacolo musico-teatrale “L’ultima insalata del Pantano”.
Infine, il 30 marzo, a vent’anni esatti dalla morte del sindaco Pietro Policicchio, la pianista Yumi Kiyamura si è esibita sul lago nel concerto “Memorie d’acqua”.
